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ASSOCIAZIONE  CULTURALE

 PRESENTA    

I Progetti Musicali_______________________________________________di  LARRY FRANCO 
 

Volendo fare una sintesi della sua carriera musicale nei cinque Philology Years, non si può non sottolineare come Larry canti - e suoni - in Italiano e in Inglese perfetto, in diversi stili, quasi a voler dimostrare che per lui la Musica è una sola, grande ed universale, un lungo fertile fiume che si arricchisce di tanti affluenti prima di sfociare nell'Oceano del jazz: è così che l'hard bop del quartetto Import Export (W607) convive con il dixieland della Jazz Society (W362), lo swing del Jazz Trio di Dado Moroni, Ira Coleman e Jimmy Cobb in Introducing (W 718), il raffinato connubio di piano e voce in Two In One (W361), il suggestivo mainstream dell'Italian Jazz Ensemble" (W730)... il tutto all'insegna della qualità e del divertimento... riflettendoci...  non è una cosa che abbiano fatto (e sappiano fare) in tanti...  ci voleva proprio lui, LARRY FRANCO "The Italian Crooner", l'uomo nuovo del canto jazz nel nostro bellissimo (ed artisticissimo) paese.      Paolo Piangiarelli (Philology Jazz Records)

 

Get Music Tracks!

in basso la nuova recensione di JAZZMAN Magazine - Paris

 

LARRY FRANCO JAZZ SOCIETY  < (sito ufficiale)    www.myspace.com/larryfrancojazzsociety   -  Philology W362          
Una Band straordinaria, la migliore in assoluto in Italia, l'unica che sappia celebrare i fasti e l'allegria del Dixieland arricchendoli con intelligenti spunti di jazz moderno. Troverete riferimenti allo stile di Buddy De Franco, John Coltrane, e ovviamente Louis Armstrong, in arrangiamenti nuovi ma rispettosamente memori di quelli arcaici in magica convivenza (fusione), suggellata da una voce straordinaria che ha già dato eloquenti prove del suo valore, rivalutando anche con quest'ultimo lavoro il prezioso patrimonio della canzone Italiana, in questo disco, pensato e realizzato in chiave dixie; non si tratta qui solo del recupero di uno stile e di un repertorio affidati ad un'importante memoria storica che quasi mai si "tocca" per l'inaccessibilità dei jazzmen di riferimento, ma del tentativo di "volgarizzare", nel senso latino del termine, quello stile e quel repertorio avvicinandoli sempre più alla sensibilità di un pubblico "moderno" che con quei parametri non ha più - e in qualche caso forse non ha mai avuto - dimestichezza spingendolo all'approfondimento e alla conoscenza.
Paolo Piangiarelli 

Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte, megafono e voce
MICHAEL SUPNICK : tromba e trombone
BEPI D'AMATO: clarinetto
MICHELE CARRABBA : sax tenore
RENZO BAGORDA : banjo
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria, washboard e woodblocks
guest :
GIACOMO DESIANTE : fisarmonica e trombone
 


 
LARRY FRANCO QUARTET  < (sito ufficiale) -  progetto  IMPORT-EXPORT   www.myspace.com/larryfrancoquartet  - Philology W671

Questo progetto è maturato a contatto di platee universalmente diverse  lungo i numerosi tour effettuati nel mondo. È nato dall'esigenza di offrire ad un pubblico internazionale  una musica riconoscibile senza però tralasciare, ma sottolineando le nostre origini italiane. Import-Export significa importare la musica internazionale ed esportare quella italiana, dando la stessa valenza ad entrambe, ovviamente in nome del Jazz.

DA MUSICA JAZZ (Bruno Schiozzi) 2006
Un disco davvero divertente, godibile dalla prima all’ ultima nota. L’idea di accostare, nel corso dell’ esecuzione (vocale e strumentale) standard o temi jazz a canzoni italiane di un passato spesso remoto è felicissima, se espressa con buon gusto, altissima professionalità, un arguto, fantasioso, raffinato senso dell’ umorismo e una rilassatezza e una facilità enunciativa sorprendenti. Bravissimi i quattro di “Import-Export” ....  Franco è pianista fantasioso e molto dotato, e cantante di razza: timbro chiaro e dinamico, taglio ritmico intenso, intonazione perfetta ... 

DA CADENCE MAGAZINE - NEW YORK (Dee Dee McNeill) 2005
... the italian composition "Estate". Franco does an outstanding job singing this beautiful ballad.  When Michele Carrabba takes his saxophone sole, he adds gusto and exuberance to the song.  Carrabba is soulful and seductive! ...This is a unique and creative production.
It celebrates Jazz from one continent to another, blending cultures and resonating Italian passion.
Bravo! 

Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte e voce
MICHELE CARRABBA : sax tenore
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria

ANCHE CON OSPITI :
MIKE PRICE (trumpet) U.S.A. - Japan
YASEK MANZANO (trumpet) - Cuba
BOB MONTGOMERY (trumpet) - U.S.A.
ALLEN HERMANN (trombone) - U.S.A.
ANDY GRAVISH (trumpet) - U.S.A.
MICHAEL SUPNICK (trombone) - U.S.A.

 



L. Franco ha portato il suo quartetto al Jazz Festival di Melbourne, ed in concerti a Hong Kong, India, Turchia, Etiopia, Giappone, Cuba, Marocco, Tunisia, Grecia, Romania, Stati Uniti e Indonesia. Il pubblico incontrato durante i molti anni di questa intensa attività concertistica in Europa e in Africa ha sempre trovato lo stile jazz del piano e della voce di Larry Franco, accompagnati per altro da una sezione ritmica straordinaria e dal sax tenore di Michele Carrabba, non solo divertente, ma stimolante ed entusiasmante dal punto di vista del vero jazz! (Mike Price)

                      

 

 
OMAGGIO A NAT KING COLE - DRUMLESS TRIO   >> video su You Tube <<     www.myspace.com/larryfrancomusic

L' omaggio a Nat King Cole, è in ordine di tempo il primo progetto musicale di Larry Franco. Viene proposto in trio "drumless" cercando di rispettare le sonorità tipiche dell' epoca. Uno straordinario concerto dedicato ad uno dei personaggi del Jazz più amati dal pubblico : Nat King Cole. A ricordarlo con una formazione identica all' originale, il pianista-crooner Larry Franco, insieme al chitarrista Guido Di Leone ed al contrabbassista Ilario De Marinis.
Larry Franco, jazzista italiano, conosciuto da vari anni per aver esportato la canzone italian in Jazz in tutto il mondo torna al suo primo amore, infatti in ordine di tempo questo è stato il suo primo progetto realizzato nel 1992, ed eseguito in anteprima al Saint Louis di Roma ed allo storico "strange Fruit" di Bari in quegli anni. A seguire il CD "Nuttin' But Nat" in cui hanno partecipato Franco Cerri, Fabrizio Bosso, Massimo Manzi, Guido Di Leone e Ilario De Marinis. Il progetto, per un pò lasciato in disparte per fare spazio ai nuovi, ciclicamente ritorna con il grande desiderio di suonare quel fantastico repertorio.

Era inevitabile che la passione di Larry Franco per Nat King Cole finisse prima o poi per tradursi in un disco. Il suo è un omaggio a uno stile, una rievocazione di determinate atmosfere che si confermano intramontabili proprio perchè sono capaci di sopravvivere ai loro creatori. Un repertorio dal fascino irresistibile, costellato, fra i tanti, da classici come "Route 66" e "Straighten Up And Fly Right", "It's Only A Paper Moon" e "Sweet Lorraine", accanto ai quali troverete anche  "Nat King Cole", ennesimo ritratto della galleria dedicata dal giornalista Mario Pogliotti ai grandi del Jazz o, ancora, "Capuccina", che, in realtà è una gustosa versione stelle a strisce del noto "Permettete Signorina" di Pallavicini-Massara, ripescata da una rara incisione della Capitol e riarrangiata da Larry Franco.  La sua voce morbida e raffinata vi accompagnerà con gusto e senza scossoni, ben sostenuta dall' ottima sezione ritmica - di cui Larry è anche il pianista - composta da Guido DI LEONE, Ilario DE MARINIS. C'è insomma di che rifarsi il palato, perchè se non è ancora chiaro, Larry Franco non è "uno che cerca di cantare come Nat King Cole", ma "uno che suona e interpreta le canzoni di Nat King Cole". E, appunto, sa farlo bene.          

Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte e voce
GUIDO DI LEONE  : chitarra
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso

 




 
LARRY FRANCO TRIO  in progetto : "FOUR BROTHERS"

In un trio jazz classico formato da pianoforte, contrabbasso e batteria i componenti sono tutti protagonisti e spaziano nella musica creando atmosfere uniche e irripetibili. 
Qualunque brano il trio proponga, sia esso uno standard jazz o un brano Italiano o addirittura dei temi di musica leggera o popolare, viene riletto e presentato in modo estremamente originale e comunicativo, uscendo spesso dai canoni del jazz classico e spingendosi nella sperimentazione sonora.
Il trio rilegge anche semplici brani del repertorio di Nicola Arigliano e della Canzone Italiana degli Anni '50, presentandoli con maestria e grande comunicatività. 
Il trio ha registrato un CD con diversi solisti straordinari. Dato che la musica avvicina e fa incontrare musicisti nuovi, si è pensato di chiamare il progetto "Four Brothers" e di dare disponibilità di concerti con trio + un solista alla volta.

Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte e voce
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria
ospiti :
ANDY GRAVISH : tromba
DANIELE SCANNAPIECO : sax tenore
BEPI D'AMATO : clarinetto
MICHAEL SUPNICK : trombone


 
OMAGGIO A GORNI KRAMER

L' omaggio a Kramer, tocca tutti gli intramontabili successi del grande Maestro e direttore d'orchestra: "Donna", "L'Orchestra Del Cuore", "Buonanotte al Mare", "In Un Vecchio Palco Della Scala", "Mercì Beaucoup", "Oh Baby Kiss Me!", "Tomorrow Night", " La Mia Donna Si Chiama Desiderio", "Dove Vanno A Finire I Palloncini" etc... alcuni in versione strumentale, alcuni cantati. 
Viene presentato in trio + fisarmonica.


Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte e voce
GIACOMO DESIANTE : fisarmonica
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria

 
LARRY FRANCO - TWO IN ONE - Philology W 361
Un disco straordianario con alcuni tra i più grandi pianisti Italiani ...
concerto da realizzarsi in trio con due pianisti (2 pianoforti a coda) + voce
rryfranco.eu
... giungendo con la presente opera, inusuale e coraggiosa, ad un picco di creatività e di significati difficilmente superabile. Ha voluto infatti, lui, un crooner che si suppone assolutamente dipendente dallo swing esplicito di una sezione ritmica o da quello di una big band, farsi accompagnare, senza rinunciare a swingare duro, da pianisti di " peso ",con l'intenzione di dimostrare che il suo canto sa muoversi, e come, in quell'altissima dimensione artistica. L'altro aspetto dell'impresa da sottolineare è l'intelligente adattabilità di Larry alle forti differenze stilistiche di questo lotto di pianisti supremi che lo hanno assecondato ed onorato con performances di assoluto valore, tanto che il disco si impone come un vero e proprio capolavoro sia che lo si guardi sotto il profilo del canto che sotto quello più propriamente strumentale... I francesi hanno una parola per sintetizzare un giudizio così positivo .....chapeau... la prendo a prestito e la rafforzo con lettere maiuscole e con un eloquente punto esclamativo CHAPEAU ! 
Paolo Piangiarelli

Formazione sul CD :
LARRY FRANCO : voce
DADO MORONI :  pianoforte
FRANCO D'ANDREA : pianoforte
RENATO SELLANI : pianoforte
EDDY OLIVIERI : pianoforte
NICO MORELLI : pianoforte
ANTONELLO VANNUCCHI : pianoforte
GIORGIO CUSCITO : pianoforte



 
 
LARRY FRANCO NEW YORK QUARTET

Da "Sipario"
INTRODUCING LARRY FRANCO, Jazz Singer ! - Philology W718

Recensiamo di nuovo, e con vero piacere, un lavoro di un cantante Italiano del piu' alto rango: "Introducing Larry Franco, Jazz Singer".
Disco inciso a Brooklyn, New York nel Dicembre 2003 presso lo studio "Acoustic Recordings" pubblicato l'anno seguente dalla Philology di Paolo Piangiarelli con numero di catalogo W718.
Ho avuto il privilegio di conoscere Lorenzo (in arte Larry) Franco ai tempi d'oro della Italian Big Band diretta da Marco Renzi, nella seconda meta' degli anni '90. Di quella (a mio avviso) splendida orchestra, chi scrive era ed e' ancora uno dei solisti.  Larry era il Crooner (solo per i neo-adepti: con questo termine, nell'idioma d'oltre oceano, si suole definire un cantante in grado di performare qualsiasi cosa in qualsiasi momento). Bene, ne ho subito avuto l'impressione che segue: gentiluomo del Sud, garbato, gentile, dalla splendida voce e dallo Swing innato. Memore della lezione di Nat King Cole, di Mel Torme' e di Tony Bennet, eppure abbastanza originale da essere immediatamente identificabile. Intonato, dizione praticamente perfetta, organizzatissimo, ottimo manager di se stesso. Impressione ampiamente confermata da anni di successive collaborazioni, a volte intensissime, a volte sporadiche. Suonare con Larry Franco resta per me comunque un grande piacere. Canta sempre con consapevolezza, essendo Larry stesso pianista notevole. Non cede praticamente mai alla tentazione dell "Scat", arte nella quale eccellono in genere i non-cantanti. Alcuni nomi eclatanti ? Tony Scott, Clark Terry, Frank Rosolino, Arturo Sandoval.  Incredibile ma vero. "Introducing Larry Franco, Jazz singer" conferma in pieno le descritte convinzioni, tanto piu' che la sezione ritmica e' di primissimo ordine: Dado Moroni (pianoforte), Ira Coleman (contrabbasso) e Jimmy Cobb (batteria) !!!
L'ascolto scorre piacevolissimamente, tra classici della canzone americana e qualche composizione originale della stesso Larry. Grande Swing, grande cuore, ottima Musica. In definitiva, un lavoro che non cambia la storia afro-americana, ma sancisce pienamente l'ingresso ufficiale di Larry Franco nel Gotha del Jazz e vale molto piu' dei soldini necessari per l'acquisto. E possibile inoltre trovare altri ottimi lavori di Larry Franco nello stesso catalogo Philology; questo sembra comunque il piu' rappresentativo di un Crooner, forse il nostro unico vero Crooner, che probabilmente non ha ancora ottenuto in patria tutto quel riconoscimento e quella notorieta' che ha invece avuto oltre confine, a seguito dei suoi innumerevoli tour in Australia, Cina, Marocco, Romania, Stati Uniti, India, Grecia ...
Per concludere, notarelle sulla registrazione: non male per lo standard italiano, ma francamente era ed e' lecito aspettarsi di meglio da uno studio d'oltreoceano, sito a Brooklyn. New York, e per giunta dal nome altisonante.
La Musica resta comunque perfettamente intellegibile, e posso soltanto raccomandarvi di non perdere questo disco.
BEPI D'AMATO


Formazione:
LARRY FRANCO : voce
DADO MORONI :  pianoforte
IRA COLEMAN : contrabbasso
JIMMY COBB : batteria



dal quotidiano di Taranto <<<

 
 
JAZZ CLUB : I Ritratti dei grandi del Jazz di Mario Pogliotti -  feat. LARRY FRANCO QUINTET
Progetto Originale

E' una raccolta di tredici "ritratti" del mondo, ormai piuttosto rarefatto, del jazz. In questi ritratti l'autore Mario Pogliotti ha cercato di riprodurre, nella musica, lo stile dei singoli jazzisti : i testi sono - ovviamente - il racconto delle loro vicende e il tratteggio delle loro personalità.
I ritratti : 
Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Bill Evans, Duke Ellington, Fats Waller, Django Reinhardt, Billie Holiday, Charlie Parker, Johnny Hodges, Count Basie, Nat King Cole, Natalino Otto.  
Di prossima uscita il CD.


Formazione:
LARRY FRANCO : pianoforte  e voce
MICHAEL SUPNICK : tromba
BEPI D'AMATO: clarinetto
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria

Presentazione dei ritratti e del concerto a cura di  DARIO SALVATORI


 
OMAGGIO A FRED BUSCAGLIONE

Ritorna l' omaggio a fred Buscaglione con Larry Franco che dopo 10 anni ha deciso di riproporre al suo pubblico questo straordinario progetto che aveva già ideato e suonato nel 1997. La sua band, rinnovata nella front line, presenta una fedele riproduzione degli arrangiamenti originali con delle aperture jazzistiche.  Arrangiamenti a cura di Attilio Troiano.

Formazione:
LARRY FRANCO : voce (pianoforte)
MICHAEL SUPNICK : tromba
ATTILIO TROIANO : sax tenore e clarinetto
GIACOMO DESIANTE : pianoforte, fisarmonica, trombone
ILARIO DE MARINIS : contrabbasso
ENZO LANZO : batteria

Segni particolari: baffo alla Clark Gable, mezz'etto di brillantina sul capello, sigaretta a penzoloni all'angolo della bocca, in mano bicchiere con superalcolico on the rocks. E' Lui: "Fred dal whisky facile", al secolo Ferdinando Buscaglione.
Un artista di razza, cantante, autore, compositore e anche attore dalla forte personalita' ed intelligenza che ha lasciato nell'ambito della musica italiana il suo graffio indelebile.
Non e' stato successo immediato, ci sono voluti anni di gavetta nelle sale da ballo, ma quando ha fatto il botto si e' imposto con genere senza precedenti.
Rimanendo a meta' strada fra il sentimento e la caricatura, ha proposto, a quegli italiani che all'epoca (fine anni '50) non si riconoscevano piu' nei gorgheggi tutti cuore e amore, ma non si riconoscevano ancora nell'invadente ondata di rock & roll statunitense, piccoli gioielli di ironia supportati da un ottimo sound, che ancora oggi sono godibilissima in tutta la loro freschezza. 
Classe 1921, nato a Torino il 23 Novembre, fin da piccolo sente la musica nel sangue, cosi' il Conservatorio Giuseppe Verdi e' la prima tappa di preparazione. Ma la sua passione e' il jazz. A 15 anni, per pagarsi gli studi, lo troviamo mentre suona il contrabbasso in piccole formazioni locali come quella del maestro Gino Filippini dell'Hotel Ligure di Torino. Frequenta locali notturni (i famosi "night") ed e' qui che conosce Leo Chiosso (allora studente universitario) che in seguito sara' l'autore dei versi delle sue canzoni piu' famose.
Per sbarcare il lunario suona anche il violino e canta come interprete di standard jazz. A 17 anni e' ormai musicista richiestissimo in Torino e dintorni, ma arriva la chiamata alle armi. Nel 1943, catturato dalle truppe americane e' internato in un campo in Sardegna. Fred non manca di iniziativa ed entra a far parte della band militare che trasmette dalla radio alleata di Cagliari. Finita la guerra torna a Torino e riprende la sua solita vita di musicista a serata. Nel 1946 il fisarmonicista Germonio lo vuole con se nella sua formazione che si ispira al jazz di Count Basie. E' questo il periodo in cui si mette a scrivere le prime canzoni con Leo Chiosso. Ormai e' considerato artista di talento e non si contano le scritture in Italia ed all'estero: talvolta con formazioni altrui, talvolta con gruppi da lui costituiti, in ogni caso sempre con musicisti di spessore. E' proprio durante un ingaggio al Cecile di Lugano che incontra la donna della sua vita: Fatima Ben Embarek, una 18enne marocchina che si cimentava in numeri di alta acrobazia e contorsionismo nel TRIO ROBIN's (gli altri due componenti erano suo padre Mohamed ex colonello dell'esercito francese e sua sorella maggiore Aisha) Fatima nata casualmente a Dresda era una bellissima brunetta dagli ardenti occhi neri su un volto tondo e ben in carne e con una bellissima voce.
Leo Chiosso intanto insiste perche' Fred incida le canzoni che hanno scritto insieme. Ad introdurli nel mondo discografico e' Gino Latilla, anche lui torinese, per il quale la coppia ha scritto "Tchumbala-Bey". Gia' dai primi brani viene delineandosi il personaggio che Fred deve interpretare: il duro dal cuore tenero, una sorta di Clark Gable made in italy, rubacuori, sciupafemmine, messo pero' alle corde da maggiorate esplosive. L'idea piace al pubblico, anzi ha davvero un esito strepitoso: "Che bambola" vende 980mila copie senza nemmeno un battage pubblicitario. Per il musicista jazz con la "voce di carta di vetro" inizia il periodo del grande successo: non c'e' locale esclusivo che non voglia accaparrarselo almeno per una serata. Le sue esibizioni sono delle vere e proprie performance da cabaret, in piu' gli strumentisti che lo accompagnano (gli Asternovas) sono di tutto rispetto e di rimando i dischi si vendono alla grande tanto che Fred Buscaglione si puo' considerare il campione del primo vero boom discografico italiano.
La ricetta del successo e' chiara: il musicista torinese mette in scena stereotipi del cinema americano, tanto per intenderci i personaggi dei musical alla "Bulli & Pupe" o se preferite dei polizieschi alla Mike Hammer. Il nostro mette su un delisioso teatrino di bulli & pupe nostrani e da vita ad un universo canoro ispirato con evidenza a Damon Runyon. Brani che ce lo presentano di volta in volta come Dave lo Sciccoso, Cielo Masterson, Nathan Detroit, improbabili gangester chicagoani o newyorkesi, spietati coi nemici e sensibili al fascino femminile. Con quell'aria scanzonata da attore consumato mentre la voce ,quasi recitante, scivola su ritmi jazz di presa immediata. Strepitoso, mai sentito prima e impossibile da replicare, in seguito, se non come parodia dello stesso Fred! Incredibile anche l'immedesimazione fisica di Buscaglione con i testi delle canzoni, tanto da far pensare che qualche cromosoma dei personaggi stile Chicago anni '30 facesse parte del suo DNA.
E i succesi? Eccoli: preceduta dal fischio "Che bambola" (1956), "Teresa non sparare" (1957), "Eri piccola cosi'" (1958) e poi "Guarda che luna", "Porfirio Villarosa" (quello che faceva il manovale alla Viscosa!), "Whisky facile"...Anche la telvsione , la pubblicita' e il cinema lo vogliono, e lui accondiscende riproponendo il suo cliche' di duro. Una vita al massimo, insomma, sia nella finzione che nella realta', ma proprio mentre e' all'apice della parabola la morte lo ghermisce all'alba, alle 6,20 di un freddo mercoledi' qualsiasi del 3 Febbraio del 1960 mandando la sua Thunderbird rosa confetto a schiantarsi contro un camion carico di tufo in una strada del quartiere romano dei Parioli. In mille frangenti Fred si era accasciato a terra colpito dalle micidiali pallottole sparate dalle sue "bambole", e in altrettante occasioni era stato fulminato dalle scariche del fucile della sua Teresa o bersagliato da decine di pugni alla Rocky Marciano di splendide ragazze "modello 103" sempre si era rialzato, piu' vivo e divertito che mai, con stampata sulla bocca l'abituale e fragorosa risata che metteva in pericolo il mozzicone di sigaretta e l'equilibrio del bicchiere rigorosamente stracolmo di wisky. In quella circostanza invece, gli era andato tutto storto: cio' che era successo in quell'alba maledetta si rivelo' drammaticamente reale e irrimediabile. Poco prima, forse col cuore gonfio d'amarezza per essersi separato dall'amata moglie Fatima aveva scritto della disperazione lieve che abita le prime luci del mattino in una strofa di "Nei cieli dei bar", melodia fra le sue piu'struggenti:
 

"Ci vediamo al fondo di un bicchiere/ fino a quando l'alba nel cielo tornera'/ e nell'alba disperata/ sara' triste rincasare/ per attendere la notte/ e poterti ritrovare/ al fondo di un bicchiere/ nel cielo dei bar." Tutto il resto, ci pare, e' silenzio...

 

 
 
LARRY FRANCO e l'ITALIAN BIG BAND - Omaggio a FRANK SINATRA 


 
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